Airbus supera Boeing nelle vendite di jet a Le Bourget, ma gli affari sono in calo

Industria aeronautica

di Gianni Dragoni

21 giugno 2019


Pmi italiane dell’Aerospazio in grande evidenza a Le Bourget

3′ di lettura

Airbus ha superato Boeing nella firma di contratti e accordi di vendita di jet commerciali al salone aeronautico di Le Bourget, che si conclude in questo fine settimana dopo sette giorni con affari in calo rispetto agli ultimi anni. È la conseguenza della crisi del 737 Max. Il bireattore prodotto a Seattle non era presente sulla pista dello scalo a Nord di Parigi, però il Max è stato protagonista. Nei colloqui si è quasi sempre discusso se il problema che ha causato il doppio incidente mortale in meno di cinque mesi con 346 vittime (29 ottobre 2018 con Lion Air e 10 marzo 2019 con Ethiopian) sia stato risolto e quando i Max, messi a terra in tutto il mondo da circa metà marzo, potranno ritornare in servizio commerciale.

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La sorpresa dei 200 Boeing Max prenotati da Iag
La sorpresa a Le Bourget è stato l’annuncio di una lettera d’intenti, un accordo non vincolante, per la vendita di 200 aerei Boeing 737 Max (dei tipi 8 e 10) firmato il 19 giugno da Boeing con Iag, la società casa madre di cinque compagnie: British Airways, Iberia, Vueling, Aer Lingus e Level. È il primo accordo firmato da Boeing per vendere l’aereo al centro del doppio incidente da quando questi velivoli sono stati messi a terra dalle autorità della sicurezza i tutto il mondo. L’ultima a decidere lo stop il 13 marzo è stata l’americana Faa, tra le polemiche perché è stata accusata di atteggiamento benevolo, quasi patriottico, verso il costruttore già nella fase di certificazione del nuovo velivolo e del controverso software Mcas.

A terra 360 Max da metà marzo
Da metà marzo i 360 Max già consegnati alle compagnie sono a terra e sono state sospese le consegne dei velivoli nuovi. Tra l’altro in aprile il velivolo doveva essere consegnato a Ryanair (che in totale ne ha ordinati 120), all’italiana Neos, mentre un’ altra compagnia italiana, Air Italy (però il 49% è di Qatar Airways) ha i 4 Max bloccati, uno dei quali fermato al Cairo.

Accordo d’immagine
La sensazione di molti è che con questo accordo Iag, guidata da un ex pilota di B737, l’irlandese Willie Walsh, abbia teso una mano a Boeing. Del resto l’accordo non è vincolante, non è un contratto, non si sa a quale prezzo i velivoli potrebbero essere acquistati, probabilmente non è stata versata alcuna caparra. Sulla carta il prezzo di listino di 200 737 Max si aggira sui 24 miliardi di dollari, ma il prezzo effettivo dell’eventuale vendita, che di solito non viene rivelato, potrebbe essere molto inferiore. In qualche caso si racconta che gli sconti possono arrivare a dimezzare il prezzo di listino degli aerei. Benché considerata una mossa soprattutto d’immagine, la firma della lettera d’intenti ha comunque risollevato un po’ il morale in casa del numero uno mondiale dell’aerospazio.