Borsa Spa, i pretendenti giocano l’all-in

La puntata dei tre potenziali acquirenti di Borsa Spa è per l’«all-in», anche se con modalità e finalità divergenti tra loro. Euronext con Cdp Equity e Cassa Depositi e Prestiti (a cui si dovrebbe aggiungere Intesa Sanpaolo), Deutsche Börse e Six Group hanno presentato venerdì sera offerte sull’intero perimetro di Piazza Affari messa in vendita a luglio dalla Borsa di Londra (Lse) che, a sua volta, aveva acquisito la società nel 2007. Le offerte dovrebbero valorizzare 3,5-4 miliardi l’asset, che comprende la gestione di mercati azionari (come l’Mta e l’Aim Italia), obbligazionari e a reddito fisso, Etf e derivati.

Ma se la proposta di nozze avanzata da Euronext, in cordata con la società controllata dal Tesoro, punta ad aggiungere Borsa Italiana all’interno di una costellazione europea di listini su base confederata (Parigi, Amsterdam, Bruxelles, Dublino e Lisbona), le offerte giunte da Francoforte e Zurigo sono sostanzialmente proposte di acquisizione, seppure con tutte le garanzie di autonomia assicurate a Palazzo Mezzanotte.

La partita si gioca quindi anche sul tavolo della politica e Lse non può non tenerne conto. Piazza Affari e soprattutto l’Mtf, la piattaforma di scambio dei Btp (partecipata anche da Ca’ De Sass) sono asset strategici per l’Italia. E il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha già detto di essere pronto a utilizzare il golden power.

Per questo anche Deutsche Börse e Six Group sono in cerca di sponde italiane: Francoforte ha arruolato Claudio Costamagna, ex presidente della Cdp quale advisor, mentre Zurigo si avvarrebbe della consulenza di Equita. Deutsche Börse, che capitalizza oltre 28 miliardi ed è partecipata per il 96% da istituzionali, sarebbe aperta anche a una qualche forma di partnership, presumibilmente su Piazza Affari, in grado di spianare i rapporti con Roma.

La missione non è delle più semplici considerato che alla Cassa depositi guidata da Fabrizio Palermo sarebbe già stato prospettato un ingresso in Euronext con una partecipazione uguale a quella in mano a Caisse des Dépôts et Consignations e a Euroclear (8%). Oltre a una governance condivisa con la possibilità di esprimere la presidenza del consiglio di sorveglianza del gruppo, come anticipato dal Sole 24 Ore. E, per bilanciare il peso di Bnp Paribas nel capitale di Euronext (2,12%), il capitale del gruppo che capitalizza 7 miliardi e rappresenta 1.500 quotate, sarebbe aperto anche a Intesa Sanpaolo.

Rimane comunque sempre aperta anche la possibilità per Londra di cedere solo la piattaforma Mtf, principale ostacolo al via libera da parte della Commissione Europea alla maxi-acquisizioni da 27 miliardi di Refinitiv. Anche in questo caso Euronext e Cdp corrono in pole position. Il gruppo Lse deciderà quale strada percorrere entro la metà di ottobre.