Pronto il piano del Demanio: 1.500 beni in vendita

INTERVISTA al direttore carpino

di Giorgio Santilli

31 marzo 2019


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4′ di lettura

«Il piano vendite del Demanio è pronto, nei prossimi giorni lo trasmetterò al Ministro dell’Economia. Abbiamo individuato una prima lista di 1.500 beni da vendere. Di questi 1.100 hanno un valore limitato, sotto i 100mila euro: la loro cessione è di fatto una pulizia strategica del nostro portafoglio per eliminare beni di scarso interesse, come possono essere posti auto, quote indivise, poligoni di tiro, addirittura gallerie antiaeree. Che me ne faccio? Sono solo costi di manutenzione. Gli altri 400 beni costituiscono invece un vero piano straordinario di cessioni: con questa operazione metteremo in vendita quest’anno volumi 5-6 volte superiori a quanto è stato fatto negli ultimi quattro anni». Da cinque mesi direttore dell’Agenzia del Demanio, il prefetto Riccardo Carpino ha subito dato segnali di discontinuità rispetto agli ultimi dieci anni.

Addio a quella paura di vendere che aveva attanagliato il Demanio da un decennio. Dei valori del piano Carpino non vuole parlare: sarà il ministro dell’Economia prima e il Presidente del Consiglio poi a definire il valore delle cessioni del Demanio, da sommare a quelle della Difesa e di altri enti pubblici per raggiungere l’obiettivo di 950 milioni di cessioni straordinarie posto dalla legge di bilancio al governo. «Sarà comunque una quota importante», dice Carpino.

Direttore, negli ultimi anni si è avuta l’impressione che, dietro lo slogan “valorizzare, non vendere” si facesse melina per tenere tutto fermo. Al tempo stesso non mancavano annunci di investimenti faraonici. Lei che situazione ha trovato al Demanio e cosa ha fatto in questi mesi?

Io sogno poco e mi piace fare cose concrete. Quindi mi sono immediatamente concentrato su alcuni filoni utili. Il primo è stato quello delle operazioni di adeguamento sismico del nostro patrimonio. Avevamo quattro gare pilota già avviate soltanto per fare auditing. Ho detto “non facciamo solo auditing” e ho chiesto che si facessero anche i piani di fattibilità tecnica ed economica. Abbiamo fatto 24 gare per adeguare i primi 800 immobili con uno stanziamento di 58 milioni, mentre altri 53 milioni li investiremo per avviare un’altra tornata di gara entro giugno. Nella prima tranche abbiamo avuto 1.317 offerte da 343 operatori.

È un modo di azionare la leva pubblica per passare da un business enunciato a progetti concreti?